Federico Rocca: "Esistono stupidi pregiudizi sui romeni, legati a fatti di cronaca"
Sulla questione sicurezza, Federico Rocca ha affermato: "Nel 2008 l’aspetto sicurezza ha influito in parte sul risultato elettorale ma non si può ridurre tutto a questo. La gente era stanca della gestione del centro sinistra che aveva portato la città nel degrado, aveva prodotto disservizi, sperperi e il buco di bilancio". Come risponde?
«Innanzitutto voglio evidenziare che, nel 2008, si andò al voto in quanto il sindaco Walter Veltroni si dimise per candidarsi alla guida del Paese. Era comunque al suo secondo mandato consecutivo, quindi alla conclusione del percorso, come dice la legge: non poteva ripresentarsi come candidato sindaco. Altrimenti avrebbe stravinto per l’ennesima volta. Questo significa che i romani non erano certamente stanchi del centrosinistra. Tutt’altro. Hanno influito altri fattori. Rutelli probabilmente non è stato percepito né come nuovo, nel senso di portatore di progetti innovativi, né come la logica prosecuzione del percorso politico di Veltroni. Detto ciò, è ovvio che l’aspetto sicurezza ha influito, soprattutto se andiamo a contestualizzare i fatti di cronaca avvenuti più o meno in coincidenza con quella tornata elettorale. Bisogna però specificare che la sicurezza è competenza delle forze dell’ordine; il sindaco è responsabile delle forme di degrado urbano, e quindi sociale, da cui possono scaturire fenomeni delinquenziali. Pensiamo alle stazioni abbandonate, alla mancanza di illuminazione ecc. Su questo tema qualcuno dovrebbe spiegare cosa abbia fatto Alemanno per la nostra città».
Quanto peso hanno, in campagna elettorale, la questione sicurezza e quella degli immigrati?
«Incontro tutti i giorni tante persone, e non perché sono in campagna elettorale. Da tre anni, infatti, pur non ricoprendo incarichi istituzionali, ho proseguito il mio impegno a servizio della comunità con la mia associazione “Incontro Democratico”. Ebbene, i temi più toccati sono ovviamente la crisi economico-finanziaria e il lavoro. Ma poi vengono la questione decoro e rifiuti - i romani sono stanchi di vivere in una città sporca con i cassonetti che tracimano - e il turismo. Sembrerà strano, ma c’è molta attenzione, da parte dei cittadini, rispetto all’andamento dei flussi turistici. A significare che ancora una volta le persone sono avanti a certa politica, perché consapevoli che i visitatori rappresentano una ricchezza. In tanti mi scrivono, attraverso il mio sito, proprio per inviarmi proposte di valorizzazione del settore. È molto bello tutto ciò. E arriviamo alla sicurezza, vista senz’altro come una problematica importante, ma non strettamente legata all’immigrazione: i romani sono generalmente aperti e tolleranti e sanno che in tutti i popoli del mondo ci sono persone più o meno rispettose delle regole».
Che rapporto ha con la comunità romena?
«I rapporti sono ottimi e costanti da anni. Sono in contatto con molti cittadini romeni, con i quali mi confronto su tante tematiche, e sono amico dell’Associazione italiana per l’identità romena, di cui è presidente l’avvocato Giancarlo Germani. Aggiungo con orgoglio di aver studiato da ragazzo, all’università, la lingua romena. Più volte, poi, ho visitato la Romania: all’ateneo di Brasov ho fatto uno stage».
Quali sono i suoi obiettivi se sarà eletto consigliere?
«Roma è più grande di Milano, Torino, Bologna, Firenze e Palermo messe assieme. È più grande addirittura di New York. La nostra città ha bisogno di amministratori che affrontino subito le priorità e che, allo stesso tempo, gettino le fondamenta per cambiamenti strutturali. Dico sempre che non c’è lavoro né commercio né turismo né imprenditoria senza un sistema di trasporti efficiente. È quindi necessario inaugurare una stagione di lavori piccoli e grandi: penso a nuovi sottopassi viari e pedonali, come al prolungamento della metropolitana (linea A) da Battistini a Casalotti, con fermate a Torrevecchia, Montespaccato e capolinea a Casal Selce, dove è possibile realizzare parcheggi di scambio. Penso alla costruzione in tempi brevi delle Linee C e D. Penso alla realizzazione di nuove tranvie. E inoltre. Le società partecipate comunali hanno bisogno di nuova attenzione, ma dal punto di vista dell’utente. Mi batterò per un controllo sull’operato dell’Acea e per tutelare i cittadini dalle cosiddette “bollette pazze”: chiederò la restituzione delle somme sborsate e non dovute. Roma è enorme, dicevo. Per questo sarà importante aprire dei punti comunali informatizzati e decentrati sul territorio, dove poter richiedere certificati o espletare pratiche. La sanità è competenza regionale e non del Campidoglio, ma un’amministrazione romana affine al percorso di Zingaretti potrà agire in sinergia, evidenziano le problematiche urgenti. Per concludere, vanno realizzati subito nuovi asili nido».
Cosa ne pensa dei candidati romeni sulle liste italiane?
«Non penso nulla, mi sembra una cosa normale».
Cosa si potrebbe fare per rendere effettivo il diritto di voto dei cittadini neo-comunitari alle amministrative, diritto ora ostacolato dalla burocrazia?
«Bisogna lottare contro la burocrazia. E la burocrazia si combatte dal di dentro, portando la freschezza delle idee e la forza della competenza. La parola d’ordine è: semplificare. Siamo nel 2013, non nell’età del bronzo. Ergo, se un cittadino comunitario è residente a Roma, deve votare automaticamente a Roma. Punto».
Cosa ne pensa dello ius soli?
«Credo che nel nostro Paese e nella nostra città ci debba essere sempre più accoglienza e io mi muoverò in questo senso. Chi nasce in Italia deve avere diritto alla cittadinanza. Su questo non si discute».




